Lo statuto del Pd va cambiato, le primarie per eleggere il segretario non vanno bene perché attribuiscono ai cittadini «il potere di demolire il partito o comunque di invaderlo, di occuparlo», ha detto ancora D’Alema. «Cambieremo lo statuto dopo il congresso. Le primarie le farei per decidere le liste per il Parlamento, se non ci sono le preferenze. Ma perché fare le primarie per il segretario del Pd? Votino gli iscritti per eleggere il segretario del partito».
L'esempio di libertà tanto decantato dal "nuovo" Partito Democratico è destinato a fallire, D'Alema è contratio alle Primarie, contrario perchè mai potrebbe tornare a governare, mai il popolo gli potrebbe dare fiducia e questo lo sa, lo sa talmente bene che riferisce di non voler più continuare a dare la libertà al popolo, non vuole più permettere che sia la gente, la sua gente, a decidere su chi avrà il diritto di essere segretario di partito, colui che potrebbe diventare il nuovo Premier.
Motiva il fatto dicendo che troppa libertà fa bagarre e la bagarre porta all'incapacità di governo del partito.
Troppa Democrazia impedisce che la Democrazia possa avere effetto?
No caro Massimino, troppa libertà dimostra che il popolo è stanco delle solite facce, dimostra che ne ha piene le scatole dei soliti ex democristiani, ex prima repubblica ex tutto. Troppa libertà dimostra che la gente ha voglia di cambiamento ed è di questo che avete paura!
Caduto lo scoglio delle primarie D'Alema sarà sempre più vicino alla nuova nomina a segretario di partito, sempre più vicino a tornare Primo Ministro; allora mi chiedo, che differenza ci sarà dal lontano 1994?
Qual'è la novità in questo Partito Democratico?
Se il bipolarismo italiano pensato dai grandi strateghi della politica è D'Alema vs Berlusconi beh... sono contrario al bipolarismo!
Come sostenevo nell'articolo "PD: La grande possibilità bruciata" il cerchio inesorabilmente e lentamente si chiude, Massimino esce finalmente dall'ombra dove era stato relegato per i suoi "crimini di governo". Grazie Democrazia!
Luca Borsetta, un italiano
fonte: Corriere della Sera