venerdì 12 giugno 2009

Gheddafi in Italia

Periodo pieno di fatti che vanno commentati ed eccomi qui, nuovamente a parlare di qualcosa che sta accadendo in Italia.
Da 2 giorni il leader libico Gheddafi è in Italia, imbossibile che qualcuno non se ne sia accorto. Telegiornali e testate giornalistiche stanno facendo a gara tra chi trova strumenti più lusinghieri per adorare il leader. Se non bastasse quello, l'altra parte dei giornali e telegiornali, parla della "sobrietà" del Capo di Stato che, soggiorna in una tenda beduina in pieno centro di Roma ed è scortato da energumeni femminili. Incredibili manifestazioni di sfarzo e potere e grande acclamazione al leader da parte del governo.

Vorrei però ricordare qualcosa che, forse, ai più sfugge. Gheddafi è leader senza carica della Libia, paese nel quale, nel 1969 ha fatto un golpe destituendo il re. Gheddafi è di fatto un dittatore. In Libia non esistono libere elezioni.
La carica che si equiparerebbe in uno stato civile al Presidente è tramandata di padre in figlio o a persona che il leader in quel momento decide.
Ricordiamo anche che, dopo il golpe, Gheddafi ha imposto un governo fortemente accentrato verso la religione islamica e, colpo dopo colpo ha:
cacciato i coloni italiani dalle loro terre
chiuso le basi nato presenti nel paese
compiuto atti di terrorismo: diverse inchieste dimostrerebbero la tesi secondo cui il Dc-9 di Ustica sia stato abbattuto dai libici. E' poi da ricordare l'attentato all'aereo scozzese (li esiste una condanna ufficiale), 270 morti.
Nell'ultimo periodo il modus operandi del dittatore (causa anche un pesante embargo) si è modificato morigerandosi, abbandonando il sistema terroristico.

Perchè l'Italia accetta un dittatore?

Questa è una bella domanda, si potrebbe pensare che è un refuso dell'imperialismo della seconda guerra mondiale nella quale, la Libia, era colonia Italiana. Credo però che gli interessi economici siano nettamente maggiori. La Libia galleggia sul petrolio e sul gas. Il 20% del gas consumato in Italia è Libico e il 16% del petrolio pure. Si capisce quindi che, la non legitimizzazione del regime, andrebbe a discapito del nostro Paese. Il leader suscitava un così grande potere di sudditanza all'Italia da far si che, il figlio, giocasse nella serie A italiana.

Quanto vale il riappacificamento con la Libia?

5 miliardi di dollari in 20 anni! Questo è quanto è stato pattuito come "rimborso" per il colonialismo italiano. Dobbiamo averne fatti di danni allora, 5 miliardi sono mica noccioline!

Non mi sento di tracciare una conclusione non potrei essere obiettivo; preferisco lasciare il discorso così, quasi piantato a metà, per dare ad ognuno la possibilità di trarre le conclusioni. Dico solo che preferirei più obiettività da parte degli organi di informazione.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Solo una cosa: libici, non libanesi

(diverse inchieste dimostrerebbero la tesi secondo cui il Dc-9 di Ustica sia stato abbattuto dai Libanesi.)

Luca Borsetta, un italiano ha detto...

Grazie per la segnalazione. Sistemo l'Orrore!

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