venerdì 3 luglio 2009

Lo scivolone della Televisione

E' da parecchio che volevo scrivere un articolo così, da molto prima che il blog nascesse ma, tra l'intrinseca difficoltà ad affrontare un discorso del genere e i fatti che accadono quotidianamente riesco solo ora a parlarne.

Lo "scivolone della televisione" è un titolo preciso e ben pensato volto a dimostrare tutto il mio rammarico e sdegno per la tipologia di prodotti "partoriti" di questi tempi.

Quello che va per la maggiore, si sa, sono i reality, accozzaglia di personaggi low profiles ma con grossi muscoli e grandi tette, eletti a idoli dai giovani che, una volta per tutte, hanno la conferma che per fare i soldi non serve studiare.
Anzi, meno uno capisce, più è becero e ignorante e più guadagna facendo comparsate e dimostrando definitivamente che non c'è altro oltre muscoli e tette.
Ovviamente, per tutto questo, dobbiamo ringraziare Lanzi e Perego che, senza mezzi termini, hanno ampliato in modo eccezionale il teatrino già preparato ad arte da Costanzo e Co. inserendo nelle linee già esauste di starlette e comparse i personaggi del "Grande Fratello" la cui massima aspirazione della vita è stata quella di entrare in una Casa; mi piace molto quando escono e dicono di essere stanchi, o quando tutti sembrano recitare il copione del "la dentro le emozioni sono esasperate e non si può recitare per 24 ore..."

Il problema qual'è? Il problema è che al popolino svaghi come "Uomini e Donne" "Grande Fratello" e "La Fattoria" piacciono fottutamente perchè mostrano la peggior beceraggine dell'uomo attraverso litigi, amori falsi come i soldi del monopoli ed insulti. Se il reality è uno svago ritengo sia un sacrosanto diritto ma quando ragazzini prendono ad esempio personaggi vuoti e finti beh, tanto bene non mi sta più.
Precursore dell'era reality è stata la grandissima Maria de Filippi, se la televisione si è imbastardita a questo modo dobbiamo ringraziare anche lei!

Poco fa mi è capitato di trovare, quasi per caso, i dati di audience della giornata del 25/6/2009 dei canali Mediaset. Leggendoli alla veloce non avevo notato un fatto interessante che conferma ancora di più il titolo dell'articolo

Prendo un esempio su tutti:
Il tg5 è leader nell'informazione nella fascia delle 20 facendo il 29,51% di share. Ottimo risultato, nulla da dire.
Qualche riga più sotto c'è però il dato di Paperissima sprint che va in onda subito dopo il tg5 e fa il 25,29% !

Cosa vuole dire? Vuole dire che la grande maggioranza dei telespettatori che guarda il tg5 guarda anche paperissima sprint, due programmi che non centrano niente l'uno con l'altro, due programmi agli antipodi.
La cosa mi ha lasciato decisamente sconvolto perchè mai avrei creduto che, quattro filmati vecchi di 20 anni facessero ancora un tale audience, io personalmente finito il tg5 ho sempre cambiato canale o spento la tv. Questi dati non fanno altro che dimostrare che alla gente frega relativamente poco del contenuto ma interessa il fatto di avere la tv accesa durante l'orario di pranzo e cena. Ovviamente i "teleimbonitori" lo sanno ed è per questo che dilatano in modo esasperante i reportages da loro giudicati importanti e mettono in quinta o sesta notizia i reportages da "dovere di cronaca". E' per questo che si da ampio spazio ad immagini e poco spazio alle interviste.

Ci sono voluti 50 anni di televisione per arrivare a questo punto, sono curioso di vedere cosa ci propineranno tra altri 50!
Dal canto mio non ci sto, credo che non ci meritiamo queste porcate, credo che lo scopo principe della televisione, lo scopo che il suo inventore si era prefisso, fosse quello di documentare i fatti oltre che con la voce con immagini e, fino a che avrò in mano il telecomando potrò decidere di cambiare canale o premere il "tasto rosso". OFF... buio, silenzio...

Luca Borsetta, un italiano


La fonte da cui ho preso i dati degli ascolti è questa

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Panem et circenses! Questo si diceva nell'antica Roma e, come le minigonne, come i pantaloni a zampa, come le zeppe, torna violentemente di moda.
Cosa accade? Accade che, in questo paese, in questo povero paese, il governante, il capo, ha capito bene come attrarre e mantenere il consenso popolare. Questo per distogliere l'attenzione dei cittadini dalla vita politica. Perchè i cittadini hanno votato e hanno dato mandato pieno di organizzare tutto senza verificare alcun riscontro. Anzi, cosa dico, il riscontro c'è eccome. Lo dici tu Luca: il riscontro si chiama audience. I dati parlano chiaro: la gente vuole questo. La gente ama questa televisione becera. La gente vuole la società del consumismo sfrenato e del "morte tua vita mia".
Siamo drammaticamente andati oltre. Il punto di ritorno è stato superato. Storicamente, il popolo italiano, ama cadere in basso, ama scavare e poi si esibisce in un bel colpo di reni per rialzarsi. Ma oggi, non è così. La televisione, i TG pilotati, le telenovelas di rete4, i reality di canale5, sono il miglior soporifero mentale che esista.
Caro Luca, voglio esserti di conforto. Nel mio modestissimo bilocale, la televisione non è entrata e non ci entrerà. Lascio spazio solo ad una piccola radio, mezzo dai più boicottato, ma che offre ancora qualche barlume di speranza. Funziona. Ma sappiamo bene che il popolo italiano va' fiero della BMW e del plasma 42 pollici. E il padrone lo ha capito.
La domanda è: da dove ripartiamo?

Fabio

Polìscor ha detto...

Personalmente ho smesso di guardare la televisione nel 2001, quando i blog ancora non esistevano ed io rimasi fulminato alla vista de "Il Nuovo", primo (ed unico) esempio di quotidiano online-only, poi morto prematuramente un anno dopo.
E' là che ho capito che l'unico modo per essere informati è selezionarsi le news da solo, e Internet è l'unico medium che consente ciò.

Poi venne Beppe Grillo e si impossessò di questo concetto insozzandolo col suo fascismo, ma ciò non toglie che sia sacrosanto.

Luca Borsetta, un italiano ha detto...

Concordo in pieno Poliscor; io mi sono accorto tardi della cosa. Vuoi un pò per pigrizia, un pò per disinteresse ho sempre accettato le notizie che arrivavano. Stranamente a 28 anni suonati ho forse capito che la prerogativa dell'informazione è che deve essere libera. 5 giorni che non guardo un telegiornale sto bene!

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