mercoledì 22 luglio 2009

Qualcosa si muove

Non so dire se sia colpa o grazie alle nuove rivelazioni di Ciancimino Junior oppure i 17 anni dalla morte di Paolo Borsellino ma qualcosa si muove.
Le notizie su sequestri alle mafie sono quasi giornaliere. Oggi, per esempio, sono stati sequestrati beni appartenenti alla 'ndrangheta nella Capitale per 200 milioni di euro. Ciancimino continua a parlare di presunte e gravi commistioni tra mafia e politica, di tutto ciò ha a quanto pare le prove. Il presunto "papello" un librone che sancirebbe l'accordo tra mafia siciliana e Stato, è bloccato all'estero per problemi burocratici.

Forse, questo periodo di grave crisi economica sta portando ad affiorare sistemi incredibilmente vasti, sistemi di guadagni spropositati che, qualche anno addietro, complice il benessere diffuso, sarebbero stati visti con meno interesse dall'opinione pubblica.

Riina ha interrotto il silenzio omertoso che dura dal 1994 per parlare. Mai aveva commentato fatti, lui uno degli ultimi veri uomini d'onore. Poche parole ma, per qualcuno, pesanti come macigni. Il boss parla non tanto per accendere i riflettori su di se ma per ricordare, ricordare a chi sta fuori ed è ancora ricattabile che lui è tutto altro che finito. Lui conosce la verità delle cose. Tutta la politica si è rivoltata additando il mafioso e dicendo che sono tutte menzogne.
Lo stesso Capo dello Stato, che non aveva commentato l'increscioso fatto della cena con la corte costituzionale, si è affrettato a smentire e sbugiardare l'ex boss.
Lo stesso Manganelli, capo della Polizia, in un intervista a tgcom dice: "non me ne curo"

Qualcosa si muove, fatti strani, intercettazioni, pezzi di lettere, processi ad esponenti di spicco di partiti. Per meno, molto meno, in altri paesi sarebbero caduti governi, per meno, molto meno, una volta in Italia sarebbe stata crisi di governo. Invece no, restano li in perterrito col culo attaccato al cadreghino e ai loro privilegi di intoccabilità che la carica gli consente.

La loro fortuna sono i mezzi di informazione assoggettati; non una parola sulla lettera trovata, non una parola sul processo Dell'Utri, non una parola su fatti sconvenienti per i loro padroni.

E' tempo di Terza Repubblica, ci vuole qualcosa di grosso, un'altra "mani pulite".

2 commenti:

Polìscor ha detto...

Scusa, ma non capisco di cosa stai parlando. Ciancimino (figlio) sta capitalizzando quanto accumulato da suo padre in una vita di intrallazzi, ed avrà i suoi buoni motivi per centellinare le pagine del suo "papello". La cosa, ovviamente, agita le acque e - si sa - se agiti una fogna gli stronzi vengono a galla, perdona la metafora francese.
Lascia perdere Dell'Utri che è "figlio" di un'invenzione dell'Espresso e di Marco Travaglio, concentrati piuttosto su Luciano Violante e sul suo improvviso ricordarsi di certe cose. O su Scalfaro che "ricorda" male le circostanze del suo storico "non ci sto".
Certo che qualcosa si muove: qualcuno cerca di mettere in giro l'idea che la mafia, all'epoca delle stragi, ordinava di votare per Forza Italia. Il che è una stronzata in termini, dal momento che all'epoca FI contava come il due di picche.
Quindi, occhio con i grillismi facili, che rischiano solo di incasinare ancora di più un argomento del quale si sa meno di nulla.

Luca Borsetta, un italiano ha detto...

Di cosa sto parlando? Del fatto che pretendo correttezza da chi mi rappresenta. Perchè in qualsiasi altro Paese (e i bigotti saremmo noi che abbiamo la chiesa) uno scandalo sessuale di tale portata fa cadere un governo e qui da noi si ride e si scherza chidendosi che male c'è? Perchè da noi le Mafie sono più vive che mai? Perchè da noi (destra o sinistra che sia) la questione morale non è un problema? Sono questi i mali che affliggono la politica, è per questo che ci vuole una terza repubblica, nella speranza che sia davvero una nuova politica e non il riciclone che c'è stato dalla prima alla seconda.

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